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Ruris un Gourmet d’eccellenza

Isola di capo Rizzuto C.da Anastasia

Cucina creativa in ambiente elegante

Si accede in un salone con tavoli accuratamente apparecchiati.

Inizialmente viene proposto un omaggio del cuoco: un croissant con alcune gustose tartine e due polpettine, calde ripiene di melanzane e pesce.Scegliamo un bianco Ceraudo Petelia 13,5 gradi del 2020 che ci accompagna superbamente a tutto pasto. Lo chef proprietario fa capolino a ciascun avventore, dandogli il benvenuto. Quindi una tartara di polipo su un letto di ottimo pecorino. Molto buoni gli spaghetti cacio e pepe, ai gamberetti. Infine un cannolo rivisitato e cioè’ una pallina di  ricotta con accanto la cialda sbriciolata. Insomma una gradevolissima incursione nellla cucina regionale, con ottimi ingredienti calabresi. Possibile scegliere anche dei menu’ degustazione. Insomma una testimonianza culinaria d’eccellenza.

 

Hotel appartment di lusso

ULTIMA GSTAAD

Struttura esclusiva a poca distanza dal centro. Receptionist molto efficienti, che ti accolgono con cortesia ed edfficienza. Abbiamo affittato la P ( Suite Presidenziale) due camere letto , tre bagni.  ampio salone con angolo cottura e balconata con sdraio. Pulizia la mattina e nel tardo pomeriggio. Piccola piscina e prima colazione in veranda a vetri, Gri addetti alla reception hanno sempre prelevato l’auto all’entrata, curandone il parcheggio al piano sottostante. Forse l’arredamento e’ un po’ sovrabbondante.

Un hotel di gran classe

Mandarin Oriental Ginevra

All’arrivo un valletto mi parcheggia l’auto e mi porta i bagagli in stanza. Molto bella la camera con vista sul fiume. Personale molto gentile ed attento ad ogni necessita’. Pranziamo al ristorante peruviano Yakumanka. Inizialmene servono dei chicchi di grano fritti, che vanno intinti in una salsina rubra piccante. Quindi piccoli assaggi di squisito tonno. Poi un mini hamburger ripieno di pollo fritto. Infine una teglia con riso, uova e verdure varie. Piatto decisamente troppo abbondante per 4 persone. Due  calici di Chardonney Catena 2019  Argentina, buono ma troppo caro (15 € al bicchiere). Superlativa la prima colazione: uova fritte al bacon ( credo le migliori che abbia mai mangiato), spremuta di arancio ed uno squisito yougurt ai frutti di bosco.Alla partenza auto davanti all’hotel e omaggio di due lattine di minerale.

Residence a Cattolica

Capitol Residence Cattolica

Per sette notti abbiamo pagato 1060 € per tre persone ,due bagni e due stanze letto piu’ un piccolo soggiorno con cucina.. Spazi limitati, ma ben distribuiti. Dal balconcino vista mare e  sulla piazzetta.

Ambiente pulito e personale gentile e pronto a risolvere ogni problema.Garage a pochi minuti dal residence. Posizione centrale. Colazione al bar attiguo. Attraversando la strada si giunge allo

stabilimento balneare.

 

Offre prodotti locali

Ristorante Gambero  Rozzo Cattolica

Sito in pieno centro, ci accomodiamo all’aperto. Impepata di cozze, piccoline ma buone. Spaghetti alle vongole anch’esse locali. Accompagna il tutto un buon bianco.

Servizio ottimo e professionale. Prezzi morigerati.

Un filet Stroganoff da ricordare

Chalet molto bello. Appena si
entra, si ammirano le pareti in legno ed i tavoli
apparecchiati con fini tovaglie colorate.
Iniziamo con un involtino tipo sushi, con salmone affumicato all’interno. Scelgo un ottimo Dole.
Quindi optiamo in due per uno Stroganoff ed inizia una complessa preparazione. Ci mostrano dadini di filetto e poi un piatto con molte salsine. Optiamo
per i roestli come contorno. Quindi ci danno assaggiare un ‘ottima salsina, derivata dall’utilizzo di tutte quelle inizialmente mostrate.
Si passa quindi alla fase flambe’ irrorando i dadini di carne con un un brandy e poi del vino rosso. Servita quindi una delizia, che viene poi reiterata con una seconda porzione. Camerieri altamente professionali, decisamente all’altezza di questo locale di gran classe.

Buon ristorantre Giapponese

A pranzo ci siamo accomodati all’esterno ed eravamo ben distanziati da coloro che siedevano nella nostra fila. Fila successive erano invece non distanziate. Abbiamo optato per il menu’ da 16 $ a distanza e potevamo anche scegliere diverse pietanze da altri menu’ analoghi. Molto buono il suschi saschimi con ciascun pezzo abbondante. Buona la tempura servita ben calda. Infine una pallina di gelato al te; verde. Ottima la birra Ashai. Xevizio professionale da parte di due giovani giapponesi. Conto totale 42€. Ci ritorneremo senz’altro.

Quando tutto inizia

Storia d’amore molto bella da parte di un eterno Peter Pan, che aveva il terrore di legarsi ed una splendida donna, gia’ sposata e con un figlio. Lo si legge tutto d’un fiato ed e’ davvero avvincente.

Quando tutto inizia è l’ultima fatica letteraria di Fabio Volo che si pone sulla scia dei precedenti romanzi e ci racconta ancora della fatica dei giovani adulti che stentano a trovare un loro posto nel mondo e ancora di più una stabilità sentimentale. Protagonista del romanzo è Gabriele, un quarantenne che vive in una Milano che non è più quella rampante degli aperitivi degli anni Ottanta ma sembra piuttosto lo scenario sul quale si muovono tutti quelli che cercano non di vivere quanto di sopravvivere. Gabriele di mestiere fa il pubblicitario ma le sue velleità e speranze di successo non si sono mai concretizzate in realtà. Non guadagna quanto vorrebbe ma piuttosto che cercare un altro lavoro e rimettersi in gioco, preferisce trascorrere il suo tempo con Luca, l’amico collega che sta per sposarsi e che agli occhi di Gabriele è un nuovo eroe perché è riuscito a superare la paura dei legami ed è pronto a pensare a se stesso come componente di una famiglia. Gabriele invece è ancora single, vive in una casa arredata Ikea dove non riesce ad occuparsi neanche delle piante – che immancabilmente muoiono senz’acqua – e dove l’unica presenza femminile è quella della donna delle pulizie. Se Luca è impegnato a fare progetti per il futuro, Gabriele invece ha ancora il tempo per frequentare le librerie. Ed è proprio in una di queste che una sera di primavera incontra Silvia ed è interesse al primo sguardo. Silvia non è giovanissima, non è bellissima, è una quarantenne o poco meno sposata e con un bambino, annoiata dalla sua vita matrimoniale. Perché per far funzionare un matrimonio non basta essere amati ma è necessario anche sentirsi desiderati. Proprio per questo motivo Silvia cede alla corte serrata di Gabriele, forse perché convinta che si tratterà di un’avventura breve che, in fondo in fondo, forse potrà fare anche bene al suo matrimonio a patto di restare circoscritta in un tempo breve e di non venir mai scoperta. All’inizio anche Gabriele è dello stesso parere, ma a poco a poco le cose cambiano. Questo quarantenne un po’ sfigato, che non ha tempo per andare in palestra ma si fa tanti centrifugati di frutta per mantenersi in salute, si fa prendere sempre di più da Silvia fino ad innamorarsene appassionatamente, senza però rivelare subito i suoi sentimenti. Scoprire che nel mondo esiste qualcuno che ti capisce al volo, qualcuno con il quale puoi comunicare senza parole, senza pregiudizi e con semplicità, può dare davvero un’ebrezza paragonabile all’euforia di una sbronza. Ma come potersi impegnare in una relazione stabile e rivelare i propri sentimenti quando siamo tutti così spaventati e confusi da non riuscire a fare neanche la raccolta differenziata (ma alla fine, chi sa veramente in quale pattumiera vanno le bustine usate delle tisane?). La svolta della situazione arriva quando Gabriele, cercando sul web, si imbatte nel profilo Facebook del marito di Silvia. Si tratta di un uomo non particolarmente bello, non particolarmente interessante, uno di quelli che si può lasciare facilmente. Ma alla fine davvero Silvia vorrà sconvolgere la propria vita familiare per assecondare l’amore di Gabriele? Non si tratta, piuttosto, di una pausa dalla vita che nella realtà è solo un bel sogno ma che non si può trasformare nella concreta quotidianità senza perdere i contorni della favola? È a questo punto che i due protagonisti iniziano a farsi domande. Tutto è meraviglioso fino a quando è possibile chiudersi in casa, nell’anonimo appartamento di Gabriele, e lasciare tutto fuori, occupando il proprio tempo fra chiacchiere e amore, ma cosa accade quando si prova a far uscire fuori, nella vita reale, quello che fino a questo momento è stato protetto da una campana di vetro? Le cose importanti iniziano quando tutto sembra finito afferma il protagonista del romanzo nelle prime pagine. Gabriele e Silvia dovranno faticare non poco per capire quali sono, per loro stessi, le vere cose importanti.

Il romanzo di Fabio Volo è il seguito ideale di una saga iniziata con È una vita che ti aspetto. Questa volta però, i protagonisti sono meno rampanti e più rassegnati alle avversità della vita ma non per questo meno confusi. Più che essere il racconto di una storia d’amore, è la narrazione di un percorso di crescita interiore che porta i protagonisti a diventare finalmente adulti e a smetterla di pensare al proprio io per iniziare a riflettere su un noi. Il romanzo, tuttavia, ha un po’ il sapore dell’incompiuto. Infatti i personaggi galleggiano sempre in superficie, senza mai essere approfonditi o delineati nei pensieri, nei sentimenti e nelle intenzioni. Sarebbe lecito aspettarsi un pochino di più da un autore che è diventato ormai una fucina di best seller. Invece da Esco a fare due passi del 2001 a Quando tutto inizia non sembra esserci stata un’evoluzione nella scrittura che resta sempre leggera e scorrevole, ma troppo poco dettagliata per riuscire ad emozionare davvero e in profondità i suoi lettori.