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La Stanza Numero 30 – Cronache di una vita Ilda Boccassini

Biografia di Ilda Bocassini

Dopo la laurea in giurisprudenza entra in magistratura, con funzioni effettive, nel 1979 prestando servizio dapprima alla Procura della Repubblica di Brescia, e ottenendo poco dopo il trasferimento alla Procura della Repubblica di Milano. Si occupa, quasi subito dopo il suo arrivo a Milano, di criminalità organizzata. La sua prima inchiesta di rilevanza nazionale viene denominata Duomo Connection e ha come oggetto l’infiltrazione mafiosa nell’Italia settentrionale. L’inchiesta è portata avanti con la collaborazione di un gruppo di investigatori guidati dall’allora tenente Ultimo, il capitano divenuto poi famoso per l’arresto di Totò Riina. Sono gli anni delle prime collaborazioni anche con il giudice Giovanni Falcone, che sfoceranno in un legame di profonda amicizia.[1]

All’inizio degli anni novanta entra in rotta di collisione con altri colleghi del pool antimafia milanese e ne viene estromessa dall’allora Procuratore Capo Francesco Saverio Borrelli[2], ma porta comunque a termine il processo sulla Duomo Connection. Dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio, nel 1992, chiede di essere trasferita a Caltanissetta dove rimane fino al ’94 sulle tracce degli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.[3] Collabora nuovamente con Ultimo alla cattura di Riina e scopre, in collaborazione con altri magistrati applicati a quelle indagini, mandanti ed esecutori delle stragi Falcone e Borsellino. Dopo una breve parentesi alla Procura di Palermo torna a Milano e, su richiesta del Procuratore Borrelli, si occupa dell’inchiesta denominata Mani pulite subentrando ad Antonio Di Pietro dimessosi dalla magistratura il 6 dicembre del 1994.[4] Collabora, quindi, con i colleghi Gherardo ColomboPiercamillo DavigoArmando Spataro e Francesco Greco, seguendo in particolare gli sviluppi delle inchieste riguardanti Silvio Berlusconi e Cesare Previti.

Continua ad operare presso la Procura di Milano dove si occupa di indagini sulla criminalità mafiosa e sul terrorismo. Ha diretto a partire dal 2004 le indagini della DIGOS che il 12 febbraio 2007 hanno portato all’arresto di 15 sospetti appartenenti all’ala movimentista delle Nuove Brigate Rosse, denominata anche Seconda Posizione. Secondo l’accusa, la presunta organizzazione terroristica, operante nel Nord Italia, stava preparando attentati contro persone e aziende. Il 28 maggio 2009 il Plenum del Consiglio superiore della magistratura (CSM) l’ha promossa alla funzione di Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano.[5]

In seguito indaga sul caso riguardante l’affidamento di una giovane donna marocchina, definito giornalisticamente caso Ruby, nota negli ambienti della politica e della moda, che avrebbe compiuto alcuni furti.[6] L’inchiesta interessa, tra gli altri, l’allora presidente del Consiglio dei Ministri italiano Silvio Berlusconi che, secondo l’accusa, avrebbe esercitato indebite pressioni sulla questura di Milano per ottenere suo rilascio e che l’avrebbe pagata in cambio di prestazioni sessuali quando era ancora minorenne.[7] A causa di quest’incarico e di altre attività che hanno impegnato le procure della Repubblica nelle indagini su Silvio Berlusconi per reati quali concorso esterno in associazione mafiosaprostituzione minorileconcussionecorruzionestrageappropriazione indebitatraffico di drogariciclaggio di denaro sporcoabuso d’ufficiofrode fiscale e falso in bilancio, Berlusconi l’ha indicata fra gli appartenenti ad una frangia della magistratura, da lui definita “sovietica” e “comunista“.

Si ricorda l’attacco da parte de Il Giornale che, su indicazione[8] di Matteo Brigandì, componente del CSM, citato poi in giudizio per la diffusione dell’informazione stessa, all’inizio del 2011, ricorda che nel 1982 il magistrato era stato sottoposto a provvedimenti disciplinari a causa di atteggiamenti personali,[9] concludendo quindi che la Boccassini non avesse l’autorità morale per condurre le indagini su Berlusconi. Nel dicembre 2011 viene inclusa dalla rivista statunitense Foreign Policy[10] al 57º posto nella lista delle personalità nel mondo che nel corso del 2011 hanno influenzato l’andamento del mondo nella politica, nell’economia, negli esteri[11].

La Boccassini, assieme al sostituto procuratore Marcello Tatangelo,[12] ha coordinato le indagini che hanno portato il 22 dicembre 2015, la Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Milano, all’arresto dopo 32 anni di uno dei presunti autori materiali dell’assassinio del giudice Bruno Caccia avvenuto nel 1983 a Torino per mano di sicari della ‘ndrangheta; si tratta di Rocco Schirripa, panettiere torinese di 62 anni di origini calabresi.[13] Gli investigatori della Squadra Mobile, che già sospettavano un coinvolgimento di Schirripa, hanno inviato una lettera anonima ai sospettati del delitto con una fotocopia di un articolo che riportava la notizia dell’uccisione del procuratore di Torino con scritto a penna il nome del presunto killer, proprio Rocco Schirripa. I sospettati, intercettati, hanno iniziato a fare supposizioni su chi di loro avesse parlato e hanno rivelato il ruolo di Schirripa nell’intera vicenda.[12]

Il 3 dicembre 2019 ha cessato l’incarico di magistrato, avendo raggiunto l’età pensionabile.[14]

Il Libro:

Ho voluto premettere i cenni biografici della magistrata sia per evitare di citare episodi della sua carriera che per i lettori che non hanno preso conoscenza di quanto la stessa ha svolto durante la sua carriera.

Ebbene in passato l’ho seguita attentamente per il coraggio che ha dimostrato, durante le sue inchieste, nel non guardare in faccia a nessuno anche se si trattava di colleghi magistrati.

Il libro si snoda con dovizia di particolari ed evidenzia le ondate di odio che il suo agire ha scatenato nei suoi confronti specie da parte dei sodali di Berlusconi.

Questo approfondimento non puo’ che aumentare la graditudine che questa splendida donna ha saputo ingenerare in coloro che hanno apprezzato la sua passione e determinazione nel corso della sua travagliata vita lavorativa.

Grazie di cuore Ilda. 

Ruris un Gourmet d’eccellenza

Isola di capo Rizzuto C.da Anastasia

Cucina creativa in ambiente elegante

Si accede in un salone con tavoli accuratamente apparecchiati.

Inizialmente viene proposto un omaggio del cuoco: un croissant con alcune gustose tartine e due polpettine, calde ripiene di melanzane e pesce.Scegliamo un bianco Ceraudo Petelia 13,5 gradi del 2020 che ci accompagna superbamente a tutto pasto. Lo chef proprietario fa capolino a ciascun avventore, dandogli il benvenuto. Quindi una tartara di polipo su un letto di ottimo pecorino. Molto buoni gli spaghetti cacio e pepe, ai gamberetti. Infine un cannolo rivisitato e cioè’ una pallina di  ricotta con accanto la cialda sbriciolata. Insomma una gradevolissima incursione nellla cucina regionale, con ottimi ingredienti calabresi. Possibile scegliere anche dei menu’ degustazione. Insomma una testimonianza culinaria d’eccellenza.

 

Hotel appartment di lusso

ULTIMA GSTAAD

Struttura esclusiva a poca distanza dal centro. Receptionist molto efficienti, che ti accolgono con cortesia ed edfficienza. Abbiamo affittato la P ( Suite Presidenziale) due camere letto , tre bagni.  ampio salone con angolo cottura e balconata con sdraio. Pulizia la mattina e nel tardo pomeriggio. Piccola piscina e prima colazione in veranda a vetri, Gri addetti alla reception hanno sempre prelevato l’auto all’entrata, curandone il parcheggio al piano sottostante. Forse l’arredamento e’ un po’ sovrabbondante.

Un hotel di gran classe

Mandarin Oriental Ginevra

All’arrivo un valletto mi parcheggia l’auto e mi porta i bagagli in stanza. Molto bella la camera con vista sul fiume. Personale molto gentile ed attento ad ogni necessita’. Pranziamo al ristorante peruviano Yakumanka. Inizialmene servono dei chicchi di grano fritti, che vanno intinti in una salsina rubra piccante. Quindi piccoli assaggi di squisito tonno. Poi un mini hamburger ripieno di pollo fritto. Infine una teglia con riso, uova e verdure varie. Piatto decisamente troppo abbondante per 4 persone. Due  calici di Chardonney Catena 2019  Argentina, buono ma troppo caro (15 € al bicchiere). Superlativa la prima colazione: uova fritte al bacon ( credo le migliori che abbia mai mangiato), spremuta di arancio ed uno squisito yougurt ai frutti di bosco.Alla partenza auto davanti all’hotel e omaggio di due lattine di minerale.

Residence a Cattolica

Capitol Residence Cattolica

Per sette notti abbiamo pagato 1060 € per tre persone ,due bagni e due stanze letto piu’ un piccolo soggiorno con cucina.. Spazi limitati, ma ben distribuiti. Dal balconcino vista mare e  sulla piazzetta.

Ambiente pulito e personale gentile e pronto a risolvere ogni problema.Garage a pochi minuti dal residence. Posizione centrale. Colazione al bar attiguo. Attraversando la strada si giunge allo

stabilimento balneare.

 

Offre prodotti locali

Ristorante Gambero  Rozzo Cattolica

Sito in pieno centro, ci accomodiamo all’aperto. Impepata di cozze, piccoline ma buone. Spaghetti alle vongole anch’esse locali. Accompagna il tutto un buon bianco.

Servizio ottimo e professionale. Prezzi morigerati.

Un filet Stroganoff da ricordare

Chalet molto bello. Appena si
entra, si ammirano le pareti in legno ed i tavoli
apparecchiati con fini tovaglie colorate.
Iniziamo con un involtino tipo sushi, con salmone affumicato all’interno. Scelgo un ottimo Dole.
Quindi optiamo in due per uno Stroganoff ed inizia una complessa preparazione. Ci mostrano dadini di filetto e poi un piatto con molte salsine. Optiamo
per i roestli come contorno. Quindi ci danno assaggiare un ‘ottima salsina, derivata dall’utilizzo di tutte quelle inizialmente mostrate.
Si passa quindi alla fase flambe’ irrorando i dadini di carne con un un brandy e poi del vino rosso. Servita quindi una delizia, che viene poi reiterata con una seconda porzione. Camerieri altamente professionali, decisamente all’altezza di questo locale di gran classe.