Vedi Napoli e poi muori…..Parte III Maggio 2019

A zonzo per la citta’

 

 

 

CASERTA VECCHIA

 

E’ un borgo medievale che sorge alle pendici dei monti Tifatini a 401 metri di altitudine e a 10 km di distanza da Caserta,  In epoca medievale costituì il centro di Caserta; dal 1960 è tra i monumenti nazionali italiani..

Le origini del paese ancora oggi non sono certe, ma secondo alcuni scritti del monaco Benedettino Erchemperto che risalgono all’anno 861, si parla di un primo nucleo urbano, sulle montagne denominate Casahirta (dove casa sta per villaggio e hirta o erta per aspra, ripida, di difficile accesso).

Il Borgo originalmente edificato su un pre-esistente villaggio romano nel corso degli anni ha subito varie dominazioni.

Originalmente appartenne ai Longobardi nell’879 fu dato al Conte Pandulfo di Capua.

Nel secolo IX a seguito di vari eventi bellici, quali incursioni saracene e devastazioni di Capua, gli abitanti e il Clero si videro costretti a cercare rifugio in luoghi più sicuri, come quelli montani. E fu proprio in seguito a questi eventi che la popolazione aumento notevolmente, cosicché alla fine fu trasferita anche la sede vescovile.

Nel 1062 Casertavecchia venne occupata da Riccardo I di Aversa, e da qui ebbe inizio la dominazione Normanna che porto il paese al suo massimo splendore nell’anno 1100-1129 con la costruzione della attuale Cattedrale sotto l’episcopato di Rainulfo, e la sua consacrazione nell’anno 1153 al culto di San Michele Arcangelo.

Con alterne vicende altri feudatari successero a Riccardo I, finchè il Borgo non passo sotto la dominazione degli Svevi con Riccardo di Lauro (1232-1266), il quale ne accrebbe la fama e lo valorizzo fino a farlo giungere al suo massimo splendore e importanza anche in campo politico.

E pare che si debba proprio a Riccardo di Lauro la costruzione al castello della grande torre cilindrica superstite.

Nel 1442 il Borgo passa sotto la dominazione aragonese, e qui inizia la sua parabola discendente, Casertavecchia vede lentamente decadere la sua importanza, poichè la vita incomincia a svilupparsi in pianura. Restano a Casertavecchia solo il vescovo e il seminario, che continuano a dare una minima importanza al Borgo. Questo fino all’nno 1842, quando Papa Gregorio XVI ne sancì il definitivo trasferimento alla nuova Caserta.

In seguito con il dominio dei Borboni nell’Italia meridionale e la costruzione della reggia, il nuovo centro di ogni attività diventa Caserta e per forza di cose gli abitanti della vecchia cittadina dovettero spostarsi in pianura.

A ricordo ancora dello splendido passato che fu restano il Duomo, il campanile, i resti del castello e le strade dell’intero Borgo tutte in stile siculo-normanno.

Molti ed invitanti ristoranti che varrebbe la pena di provarli.

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Napoli sotterranea

 

Bombe inesplose

La Napoli sotterranea presenta diversi volti, ognuno di questi legati a diversi momenti storici della città, infatti si racconta che tra le grotte e i cunicoli sotterranei vi si svolgeva una vita diversa da quella svolta in superficie, lasciando ancora tutt’oggi un profondo senso di mistero e curiosità.
C’è da dire che la Napoli Sotterranea è stata utilizzata come rifugio dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma non solo.La leggenda narra che, tra gli stretti cunicoli vi si aggirano i Fantasmi di Napoli, quindi se sentite uno strano vociare, state tranquilli, siete in compagnia del padrone di casa… ‘’O’Munaciell ‘’.
Il sottosuolo della città di Napoli è costituito in gran parte da tufo, pietra di origine vulcanica friabile, facile da scavare e sufficientemente resistente per creare gallerie autoportanti

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