Diari Viaggio

Europa, Asia, Usa e Canada

Vivere a NEW YORK

[La prima impressione, usciti dall’ aeroporto JFK, non è positiva. Una sequenza di piccole case in legno molto mal messe. Lo scenario cambia decisamente appena giunti a Manhattan. Consiglio di fare inizialmente un tour in bus, che consente di capire a grandi linee la città.

Andrebbe acquistato il carnet City pass: accedsso a sei attrazioni. Da non perdere:

· Empire State Building

· The Metropolitan Museum of Art

· American Museum of Natural History

· MoMA (The Museum of Modern Art)

· Statua della Libertà e Ellis Island

Circle Line Cruise

· Top of the Rock Guggenheim Museum

Il costo è pari a 89$ invece di 163.

Le mance da lasciare ai ristoranti sono del 15% (obbligatorie), ma attenzione a controllare il conto perché potrebbero già essere incluse. Bottigliette minerale ai chioschi 2 $ per gli starnieri, 1 per gli americani. Cibo take away: 2 porzioni sono sufficienti per due pasti per 4 persone.

Qualche difficoltà a reperire in giro per la città toilette pubbliche.

Ristoranti:

Shake Shack: hamburger favoloso.

Credo sia il migliore che abbia mai mangiato. Carne magra e tenerissima. Ottimo il dressing. Discrete le patatine fritte. Attenzione a scegliere il locale in località non centralissima: si rischia qualche ora di coda.

Visita d’obbligo a Eataly: davvero eccezionale.

Prodotti di eccellenza italiani. Ottimo veicolo per la promozione della nostra produzione alimentare e non solo. Affollatissimo, ma molto ben organizzato. penso che potrebbe aprire in molte metropoli americane.

Un’ottimo brunch da Sarabeth’s 339 Greenwich Street.

The Lobster Place: La pescheria presenta varie specie di pesce, sushi, ma il clou e’ rappresentato dalle aragoste. Si indica il peso e poi, dopo aver pagato l’importo si ritirano dopo 5 minuti. Necessario, se si è in coppia, occupare uno dei pochi posti a sedere e poi effettuare l’ordinazione. L’ aragosta è freschissima e molto saporita. costo per una abbastanza grande è pari a 24$.

Wolfgang’s Steak House: Siamo entrati nel locale poco dopo mezzogiorno ed essendo vuoto abbiamo avuto un servizio eccellente. La Steak viene servita su un piatto incandescente, sotto cui viene messo un piattino per favorire l’inclinazione e raccogliere il sugo della carne. E’ già tagliata a striscioni lungo l’osso. Accanto purea, spinaci e delle ottime patate fritte. In quattro con due bottiglie di San Pellegrino circa 310 $. Locale molto tipico American style di classe. Insomma una steak eccezionale.

Gyu-Kaku: In mezzo al tavolo c’e’ un grill. Scegliamo un menu da circa 55$ per due persone ( scontato da 75$). I saldi vengono applicati anche ai ristoranti ora. Dapprima ti portano una zuppa con tofu e alghe: ottima. Poi una insalatina e delle verdure da passare alla griglia. Poi tre varietà di carne e del pollo.Viene servita poi una ciotola di riso, misto a pezzetti di carne, posta su una pietra bollente. Piccolo dessert finale. Ne usciamo molto soddisfatti

The Four Season 99 east 52st: Il ristorante si trova in edificio diverso dall’hotel. All’atto della prenotazione avevo chiesto due posti accanto alla piscina, ma mi avevano detto che sarebbe stato molto difficile. Infatti ci hanno fatto accomodare ad un angolo della sala su comodi divani ed una buona vista sugli altri tavoli e le quattro palme, discretamente illuminate, che fungevano da cornice ad una piccola piscina. Il nome e’ appunto The Pool.

A un ottimo gaspacho iniziale è seguito un filetto di bisonte, fois gras e Perigord black truffles. C’erano poi dei funghi ed ho individuate dei chiodini e pfifferling. Una vera squisitezza. Come dessert un superbo suffles al ciccolato. Iniziamente un calice di Sanserre, Chateau de Sanserre 2015 e poi un Cabernet sauvignon,Julian of the Season, Napa 2009. Piccola pasticceria per il caffè. Alle persone che festeggiavano il compleanno veniva poi servito al dessert un’enorme vulcano di zucchero filato colorato. Qui celebravano i propri compleanni Marilyn Monroe, i Kennedy etc.

Il servizio è stato semplicemente perfetto.

Trasporti: essendo la linea dei metro molto vecchia, non sono riusciti a effettuare una areazione nelle varie stazioni. Pertanto sembra di entrare in una sauna. Fortunatamente le vetture sono climatizzate. Alcune linee(2 e 3) sono express e pertanto non fermano in tutte le stazioni.

Nei parchi colpisce la presenza di scoiattolini, che scorazzano allegramente per ogni dove.

Inoltre tavolini e sedie sono riservati al pubblico.

Varie: Discreto taglio capelli e shampoo da Jack’s One North End av. A 20 $, esclusa mancia.

Shopping: Macy’s si articola su sette piani ed e’ definito come il negozio più grande del mondo. E’ un po’ al di sotto di un nostro Coin.

Meglio Bloomingdales, che richiama la nostra Rinascente. Ho visto una camicia di Ralph Lauren a ben 375$.

Century 21:

Molto affollato. Tuttavia le occasioni ci sono. Tre paia di ottimi calzini Calvin e tre canottiere tubolari a soli 20 € complessivi. Ampia scelta di vestiario per bambini e non solo. Merita davvero una visita.

Chelsea market: Un mercato sui generis.

Si snoda attraverso una serie di distinti negozi, Ospita la pescheria The Lobster place, che è un must. Molto ben fornito ed a prezzi accettabili un grande shop di prodotti italiani. Molte pasticcerie e gelaterie oltre ad un negozio stile anni 50. Al di fuori ci sono botique di altissimo livello, che occupano spazi prima adibiti a depositi.

Sulla 5th avenue si trova Abercrombie & Fitch: saloppette, tshirts, jeans. Insomma tutto per la moda giovane.

Teatro: Consiglio vivamente di vedere Chaplin a Broadway. Il protagonista Rob McClure, oltre ad essere molto simile al vero Charlie, recita meravigliosamente, canta e balla. Ottimo il corpo di ballo e le musiche. Teatro gremito al massimo ed alla fine tutti in piedi, con scroscianti applausi. Credo il miglior musical che abbia mai visto.

Musei: Devo dire che la visita al MoMA e’ stata inferiore alle aspettative. L’unico piano davvero interessante e’ il 5°, che contiene quadri di Cèzanne, Dalì,Matisse, Monet, Picasso e Van Gogh. In definitiva mi aspettavo una presenza più significativa delle opere dei pittori citati. Interessante qualche opera al 4° piano. Ottime le audioguide gratuite. Vale ovviamente una visita.

Guggenheim: molto bello l’edificio a spirale al cui interno trovano una splendida collocazione le opere del 1900. Quadri di Picasso, Monet, Van Gogh, Kandiskij e molti altri

ridosso di Central Park, sulla 5th av. si trova questa splendida villa del magnate dell’acciaio Henry Flick. Da sua residenza privata, e’ stata poi trasformata in museo. La collezione ospita quadri di Tiziano,Vermeer, Goia e tanti altri pittori. Le opere d’arte risalgono al periodo pre-rinascimentale fino ai post-impressionisti senza alcun ordine cronologico. Inoltre nelle splendide sale ci sono tappeti, porcellane, sculture e mobili d’epoca.Davvero qalcosa di eccezionale in una stupenda cornice.

Museo di storia naturale: Inizialmente abbiamo assistito ad un filmato sulla nascita dell’universo. Ben fatto e decisamente interessante. Poi abbiamo visitato le varie sezioni ed i continenti piu’ remoti.

Metropolitan Museum of Arts: E’ certo tra i più grandi del mondo. Davvero impressionante la ricchezza delle collezioni! Meravigliosa quella di arte moderna. Si snoda tra due piani in una enorme costruzione a ridosso di central park. Unico neo e che non sono disponibili audioguide in altra lingua che non sia l’inglese

Ci sono poi tornato per la mostra: Regarding

Warhol. Sono esposte molte delle sue opere e capisci finalmente cosa questo travagliato artista (ha subito anche un attentato) ha voluto esprimere.

Attrazioni turistiche: Certamente la Statua della Libertà è il monumento più conosciuto al mondo. Vale davvero la pena di una gita per vederla. Nello stesso giorno si riesce anche a visitare la contigua Ellis Island (echeggia ancora dei milioni di emigranti che sono passati di lì) e poi in centro L’Empire State Building, da cui si gode una splendida vista e si capisce per davvero la struttura della città. Attenzione che davanti a questo monumento, alcune guide (autorizzate!) ti offrono un biglietto per effettuare l’upgrade del tuo e quindi saltare le fila. E’ perfettamente inutile e vogliono solo truffarti 24 $.

High Line: questa zona pedonale e’ stata costruita lungo i binari in sopraelevata di tram non più in funzione. Il passeggio, che si estende per circa due km, è molto ben curato e ci sono anche piccoli chioschi che vendono granatine, bibite etc. E’ certamente un ottimo esempio di area dismessa e riqualificata.

Harlem: Franco the Great “Franco the Great” known as the “Picasso of Harlem” famous artist is internationally known also for his New Art form. Painting on metal gates for storefronts 125th street in Harlem is unofficially known as “Franco’s Blvd.” (For his contribution to Harlem). His work can be seen in Africa, Japan, France, Central America, Canada, Spain and Brasil. Franco welcomes the world, to his creation on steel gates.

Gospel: si e’ svolto presso la Greater Universal baptist Church. Cerimonia molto coinvolgente con canti e balli. Dopo circa un’ora sarebbe seguito, senza ospiti stranieri, il sermone della durata di circa un’ora e mezza. Calda accoglienza ai turisti presenti, di cui una diecina invitati anche a ballare davanti all’altare.

Conclusione: una splendida città dalle mille faccie. Bellissima!

 

India il paese dei contrasti

 

Iniziamo il viaggio partendo verso fine febbraio da Singapore. Dopo un comodo viaggio di circa sei ore con la Sahara Airlines, atterriamo a Delhi. Dopo le formalità, c’incontriamo con un addetto locale, il quale ci fa salire su una “Ambassador” paragonabile ad una nostra topolino. Si tratta di un vecchissimo modello su licenza Morris, ancora in produzione dopo mezzo secolo e la nostra guida ci dice che e’ una vettura riservata in genere ai VIP ( figuriamoci gli altri!).

Dopo circa un’oretta impiegata a districarci tra motorette, bici e carretti vari, arriviamo al Grand Intercontinental, vetusto albergone ricoperto nel foyer di marmi in stile indiano-coloniale.

Poiché ci incontreremo solo all’indomani con il gruppo proveniente dall’Italia, decidiamo di fare un giretto nei dintorni visto che siamo nel centro commerciale della città.

Veniamo immediatamente assaliti da personaggi che offrono di tutto ed uno in particolare ci dice di non seguire la strada a destra perché ci sono delle manifestazioni “pericolose”. Immediatamente mi sovviene di aver letto del trucchetto sulla “Lonely Planet” ed imbocchiamo la strada a destra con decisione. Infatti non troviamo alcuna manifestazione e il personaggio ci indica che sulla destra della nuova strada ci sono dei negozi statali, quelli cioè a prezzo fisso.

Sicuri di aver seminato il “figuro”, entriamo nel Central Cottage Industries Emporium, ove troviamo articoli provenienti da tutta l’India di ottima fattura. Regalo un anello con un’acqua marina a mia moglie, dopo aver trattato lungamente il prezzo ed aver ottenuto uno sconto del 30% ca.

Scopro, poi consultando la guida, che non si trattava di negozi statali, ma di una catena privatizzata, che incontrerò successivamente in altre città indiane.

Il sub continente indiano è grande quasi quanto L’Europa e la popolazione è ora ben superiore al miliardo di individui.I colori della bandiera sono: l’arancione= energia, bianco=pace e verde= agricoltura.

Una percentuale irrisoria di cittadini paga le tasse e la classe medio-alta e’ rappresentata dal 18% della popolazione. La costituzione riconosce 18 lingue ufficiali. Inoltre secondo l’ultimo censimento esistono più di 1600 lingue e dialetti minori, per cui l’inglese e’ ancora ampiamente usato ed e’ la lingua ufficiale del sistema giudiziario. All’ora di pranzo incontriamo la guida che ci seguirà nel viaggio e noto con piacere che parla un perfetto italiano, avendo studiato all’Università di Perugia. Incontriamo poi il gruppo e comincia un giro dei principali monumenti di Delhi: il Forte Rosso costruito all’epoca dei Moghul( qui accampati nelle vicinanze, vediamo gli indiani più’ poveri ovvero i profughi del Bangladesh ), il Mausoleo di Humayun ( secondo imperatore Moghul) , il complesso del Qutb Minar con la Torre della Vittoria – simbolo di Delhi – alta ca 73 mt, ed infine il Raj Ghat ove venne cremato nel gennaio del 1948 il corpo del Mahatma Gandhi, assassinato da un fanatico religioso che lo accusava di connivenza con i mussulmani.

La mattina successiva partiamo per Varanasi ( Benares) la citta’ santa.

Il volo parte con circa un’ora di ritardo ed i due successivi voli interni totalizzeranno ritardi di due e tre ore ciascuno. Nessuno si scompone, in quanto ci dicono che tali ritardi sono di normale mministrazione.Varanasi ogni anno e’ visitata da diversi milioni di pellegrini ed e’, in un certo senso, anche la città della morte perché chi muore e viene qui cremato sfugge al ciclo per il quale si rinasce sempre e si ricongiunge all’Essere Divino. Se ci comporta male nell’aldilà, comunque, si riprende il ciclo della reincarnazione.

Attraversiamo la città in risciò in mezzo ad una folla di mendicanti, pellegrini , santoni e giungiamo finalmente al Gange, il fiume sacro.

Qui abbiamo visto dall’alto del Jaisain Ghat le fiamme che si levavano dalle pire di legno sandalo per la cremazione dei ricchi. I poveri invece accedono a crematori elettrici.

Dopo una visita alla citta’ vecchia in un dedalo di sordidi violetti , abbiamo assistito alla preghiera della sera da un barcone. Mi sembrava di assistere ad un film di Cecil B. De Mille con bramini che sotto ombrellini sospesi ed illuminati cantavano litanie e roteavano delle torce, accompagnati da musica sacra.

La mattina seguente sveglia alle 5 e passeggiata su un barcone a remi, alle prime luci dell’alba, ammirando i pellegrini che si immergono nelle acque sacre e gli splendidi palazzi i “Ghat”.

Alcuni giorno dopo sono esplose due bombe causando una ventina di morti e diversi feriti. La colpa sembra sia dei soliti terroristi mussulmani.

Trasferimento aereo a Khajuraho e visita ai templi eretti dal X al XII secolo dai re della dinastia Chandela.

Nel parco archeologico molto ben tenuto, sono rimasti circa 10 templi di modeste dimensioni, ma riccamente scolpiti con processioni, battaglie, scene di corte , rappresentazioni di divinità , bellissime fanciulle “Apsara” danzanti, gruppi erotici in posizioni complesse e spesso acrobatiche.

Viene spontaneo il richiamo ai meravigliosi templi cambogiani.

In genere negli alberghi il cibo è offerto in buffet e, dopo quattro giorni, si comincia a risentire l’onnipresenza delle spezie che accompagnano le principali pietanze. Ottima la birra locale. L’acqua minerale e’ sempre naturale.

Cominciano quindi dal quinto giorno le lunghe trasferte in pullman.

Durante il viaggio la guida affronta i più disparati argomenti con acute analisi su politica, religione, economia, conflitti interni presenti e passati, usi e costumi. Spesso si accende anche un interessante dibattito.La carreggiata e’ quasi sempre a una corsia e si incontra di tutto: mucche, carretti trainati da dromedari, donne – nei loro coloratissimi sari- che portano in testa enormi fasci di paglia o grandi brocche metalliche d’acqua, motorette, autobus con passeggeri sul tetto.Ci capita anche di competere con un treno, i cui finestrini sono protetti da sbarre.

Dopo ben 190 km, ad andature varianti tra i 30 e 50 km/h, arriviamo a Orcha. Visita quindi di due magnifici palazzi del 1700 sul fiume Betwa.

La cosa che non ha mai cessato di stupirmi lungo tutto il viaggio e’ stata quella di vedere sempre nuovi scenari e rinnovare l’emozione nell’ammirare la varietà delle espressioni artistiche delle epoche passate.

Il sesto giorno e’ caratterizzato da altri 116 km per arrivare a Gwailor.Qui veniamo alloggiati presso l’Hotel Taj Usha Kiran Palace, un tempo riservata agli ospiti del maharaja. Un albergo bellissimo con ampi divani, stanze molto spaziose e bagni in marmo: insomma vita da maraja! Visita alla cittadella, cioè una collina fortificata. A metà salita, c’e’ un gruppo di 22 grandi statue scolpite nella roccia che vanno da 3 ai 20 metri d’altezza. Le facce sono state distrutte nel 1527 per ordine di Babur, primo imperatore Moghul. Dopo altri 11° km raggiungiamo Agra, la Firenze dell’India.Qui ci attende la visita del Taj Mahal , ovvero l’emblema turistico dell’India. L’edificio in marmo bianco e’ immacolato come al tempo in cui fu fatto costruire dall’imperatore della dinastia Mogol, Shah Jahan, in ricordo della sua seconda moglie Mumtaz Mahal, morta di parto nel 1631.La costruzione inizio’ quell’anno, ma i lavori giunsero a termine solo nel 1653, richiedendo l’opera di circa 20mila persone. Questa visita da sola, vale il viaggio in India e davvero non si può non emozionarsi di fronte a questa splendida realizzazione. Ho lasciato che un ragazzo mi mostrasse le angolature da cui scattare le foto e consiglio di fare altrettanto .

Il nono giorno da Agra, ci portiamo a Jaipur, capitale del Rajastan. Questo Stato, la cui popolazione e’ pari a circa 70 milioni di abitanti, rappresenta ora la principale meta dei turisti. Precedentemente richiamava il 75% circa del turismo lo stato del Kashmir per i suoi splendidi paesaggi, il clima fresco e le “house boat”.

Dalla fine degli anni ’80 la regione, a maggioranza mussulmana, annessa all’India e contesa dal Pakistan e’ teatro di continui conflitti, per cui è sconsigliato ai turisti di far capolino colà, pena rapine a mano armata o rapimenti.

Jaipur e’ detta la città rosa per il colore degli edifici che caratterizzano la splendida parte vecchia. Tale colore ( in realtà rosso ruggine) venne applicato nel 1883 in occasione della visita del principe di Galles (poi Edoardo VII). Nel bazar si possono fare buoni acquisti di pietre preziose pari a circa il 40% in meno rispetto ai prezzi italiani.Per quello che mi riguarda, corroborato anche dalle esperienze di alcuni compagni di viaggio, in genere i migliori acquisti li abbiamo effettuati nei negozi annessi ai grandi alberghi. Ovviamente i prezzi vanno sempre contrattati a lungo.

Quindi dopo un tratto di autostrada ( sorprendente la presenza di passaggi pedonali), la mattina successiva siamo a Jodhpur, detta la citta’ azzurra.

Mirabolante il Meherangarh, palazzo del maraja locale, con annesso museo. Sale di specchi che si illuminavano al chiarore di una candela.

Insomma cosa da mille e una notte! Infine, dulcis in fundo, approdiamo a Devigarh, un magnifico forte trasformato- dopo anni di completo abbandono – in un hotel di lusso.

La suite principale, con annessa piscina privata, costa mille dollari usa al giorno.

Nel paesino di Eklingji, si trovano alcuni templi antichi.Il tempio di Shiva fu edificato nel 734ma la sua forma attuale risale al regno del maraja Raimal, che governo’ dal 1473 al 1509. Protetto tutt’intorno da mura, ha una sala con una statua di marmo nero, raffigurante Shiva a quattro facce.

Di fronte al dio , un piccolo toro in argento.

Rientro quindi da Udaipur a Delhi e proseguimento per Francoforte-Linate( dopo una coda di ben 1 ora e ½ per accedere ai controlli) con partenza alle 03.00, del giorno successivo.