Libri

Bugiardi Senza Gloria – Marco Travaglio

Le Grillate Rosse. Andreotti assolto. Berlusconi perseguitato. Craxi esule e martire. Mani Pulite complotto dei comunisti, anzi della Cia. La “presunta trattativa” Stato-mafia. L’attentato a Belpietro. Le 56 case di Di Pietro. I soldi di Grillo in Costarica. Il tesoro di Casaleggio. La nipote di Mubarak. I tecnici competenti di Monti. Il golpe dei giudici contro Berlusconi. Il golpe di De Magistris e Genchi contro tutti. Il golpe dei pm contro Napolitano. Il golpe di Calciopoli contro la Juve. Il golpe di Consip contro Renzi. La casa di Scajola a sua insaputa. La culona Merkel all’insaputa di Berlusconi. I plagi della Madia a sua insaputa. I falsi di Sala a sua insaputa. Il caso Etruria all’insaputa della Boschi. Gli insider Renzi-De Benedetti a loro insaputa. Gli hacker e le fake news di Putin. Di Maio bugiardo e delinquente. La Raggi bugiarda e delinquente. Berlusconi e Dell’Utri assolti dai fratelli Graviano. Lo scandalo Spelacchio… Marco Travaglio racconta 10 anni di storia d’Italia attraverso le balle dei giornali dei padroni.

Si tratta del I volume a cui seguiranno altri anni di storia della nostra nazione. Si tratta di un testo di oltre 1500 pagine espesso ci illumina su come. anche grandi giornalisti, ci abbiano completamente portati fuori strada, manipolando evnti relativi alla nostra storia.

GRIDALO

Un libro importante che rappresenta una mappa morale da seguire per chi vuol resistere a voce alta. L’autore, rivolgendosi ad uno studente (che poi e’ lui medesimo) narra, approfondendo numerose storie, le vicissutudini di chi non si e’ piegato a sopraffazioni tese a violare elementari diritti. Copiosa bibliografia a testimoniare la veridicita’ di quanto raccontato.

“Chi prova a cambiare non fallisce, ci riesce, ma ha la vita distrutta.”

In cima al mondo, in fondo al cuore

 

Partendo da un’esperienza personale coraggiosa e inconsueta, Mario Coppola dà vita a un’epopea contemporanea divertente eppure drammaticamente seria, perché in essa possono rispecchiarsi i percorsi di tutte le ragazze e i ragazzi che ogni giorno partono sperando di veder riconosciuto all’estero il loro talento. Queste pagine vibrano dell’entusiasmo e della freschezza con cui tutti, a vent’anni, siamo corsi incontro al futuro, e con quella stessa forza ci pongono domande importanti sul mondo che stiamo costruendo, sul destino dei nostri sogni.

Michelangelo è un ragazzo creativo e tremendamente competitivo, studia con passione architettura a Napoli e ha un sogno: entrare nello star system internazionale, il jet-set delle riviste patinate su cui sogna a occhi aperti. Ama profondamente la sua città e il suo parco organico ai Ponti Rossi, ha una ragazza e degli affetti speciali eppure è disposto a rinunciare a tutto pur di scalare la vetta del successo. Trovare un lavoro decente nel sud Italia è quasi impossibile, ma non è per questo che Michelangelo vuole andar via: lui vuole arrivare in cima al mondo, diventare come Zaha Hadid, l’archistar che ha cambiato l’immaginario planetario. Così si lascia alle spalle luoghi, amore e amici e taglia in anticipo tutti i traguardi fino a ritrovarsi, ancora studente, nello studio più famoso del mondo. Nella corsa però ha perso tutto quello che aveva… I giorni passano, le soddisfazioni lavorative e i soldi non mancano ma qualcosa non torna, come se lontano da casa e dagli affetti persino la gloria fosse inutile. Nella frenetica e brillante city Michelangelo si accorge di avere delle radici penzoloni, scopre la solitudine e la malinconia fino a chiedersi se, malgrado l’Italia del precariato e la Napoli della spazzatura, il successo all’estero possa dare davvero la felicità.

 

 

I Mostri Carlo Calenda

Carlo Calenda è stato viceministro dello Sviluppo economico con delega al commercio internazionale, rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea e da marzo 2016 ministro dello Sviluppo economico, prima con il governo Renzi e poi con il governo Gentiloni. Ha presieduto il Consiglio del commercio dell’Ue, di cui è stato membro per cinque anni, durante il semestre di presidenza italiana, e i G7 Energia e Innovazione. Nel 2019 ha fondato il movimento Siamo europei. Prima di entrare in politica è stato manager alla Ferrari, a Sky e direttore degli Affari internazionali in Confindustria. Con Feltrinelli ha pubblicato Orizzonti selvaggi (2018) e I mostri. E come sconfiggerli (2020).

 

Un libro che decisamente va letto e su quanto sostenuto dall’autore non si può’ non concordare. Le priorità sono scuola e sanità, ma si prende in considerazione ogni possibile altro aspetto. Speriamo che il suo movimento si scolli dalle attuali percentuali irrisorie e finalmente si collochi a livelli in cui possa davvero influire sulle decisioni dei prossimi governi.

Buona la prima (venti volte che contano)

IL libro si legge d’un fiato. La scrittice e’ attualmente responsabile della Comunicazione presso la Bocconi.

Attraverso le prime volte significative, la Fabienne ripercorre I suoi 40 anni, ambientandoli a Milano.

Nel leggere le prime esperienze il lettore comincia a ripercorrere quando da lui vissuto e riaffiorano ricordi oramai archiviati nella propria memoria remota.

La protagonista Maia e’ laureata in lettere  ed e’ ammirevole lo stile narrativo. Italiano forbito e molto spesso vocaboli ed espressioni che richiedono una ricerca supplettiva, cliccando sulla voce e vedendo apparire il significato su dizionario o Wikipedia.

Faccio qualche esempio: appiovrare, borborigmo, eufonica, ucronia ecc.

Inoltre sci sono anche delle espressioni che fanno davvero scompisciare dalle risate: “ Uno con la faccia arcigna e un perenne palo nel culo” e “ Sguardo spermatico”.

Molto interessante: “Il primo esame all’universita’”. Spesso non si da’ grande importanza a questo primo esame, privilegiando nella prima sessione  materie piu’ complesse e se il voto non e’ alto , finira’ per condizionare tutti gli esami a venire.

Attendo con curiosita’ la prossima fatica letterraria di questa eccellente scrittrice.

La vita bugiarda degli adulti

da Repubblica Robinson del 5 novembre Carlo Verdelli:

Di nuovo c’è l’immagine di uno spazio vuoto, scabro, difficile da decifrare, tra l’eta adulta e l’infanzia.Nella Vita bugiarda degli adulti siamo sì a Napoli, ma non nell’estrema periferia, bensì in un appartamento piccolo borghese dove la dodicenne Giovanna vive con i genitori, entrambi professori di liceo: una casa piena di libri, una casa “di sinistra” di inizio anni Novanta, dove fino a quel momento la protagonista è stata l’amata, coccolata figlia unica a cui viene chiesto soltanto di andar bene a scuola, perché è lo studio, e soltanto lo studio, ad aver permesso ai suoi genitori, a suo padre soprattutto, di emanciparsi dal sottoproletariato.

Basta quella frase, origliata attraverso una porta lasciata aperta per sbaglio, ad aprile la prima faglia nell’innocenza dell’infanzia. Perché, scopriamo dopo, Il padre di Giovanna ha detto che lei è destinata a diventare non solo molto brutta, ma brutta come zia Vittoria, sua sorella. E chi è Vittoria? È la zitella che fa i servizi in casa dei “signori”, quella che non si è emancipata e che con il fratello ha tagliato tutti i ponti, che vive ancora nella povera casa della Zona Industriale, amando un uomo non suo morto da anni. Giovanna, inevitabilmente, vorrà scoprire se è vero che il suo destino è la bruttezza – e quindi l’abiezione, l’amarezza e, ciò che è peggio di ogni altra cosa, la povertà – della zia Vittoria.

Da questo incontro, dalle bugie tra suo padre e sua zia, dalle verità parallele con cui entrambi hanno puntellato la propria vita, parte il viaggio sghembo di Giovanna verso l’età adulta. Così questa ragazza forse non bella ma dalla mente aguzza scopre che la Napoli borghese dei professori impegnati che vogliono scrivere sui giornali nasconde un’altra Napoli, sboccata e volgare, disperata e vitale di cui non le è mai stato detto nulla, come se solo sentirla nominare potesse contaminarla. Scopre che nonostante l’educazione sessuale il sesso non assomiglia a niente di ciò che poteva lontanamente immaginare. Scopre che gli adulti mentono, mentono tutti, soprattutto coloro che dicono di volerti bene. E che si tradiscono continuamente, senza aver il coraggio di lasciarsi del tutto e nemmeno quello di smettere di amarsi.

Scoprirà di essere, dall’inizio alla fine, “un garbuglio”. La incontriamo a dodici anni, Giovanna, e la lasciamo, alla fine del romanzo, a sedici. Durante la sua adolescenza la sua famiglia si sfascia, e lei apprende che si può sopravvivere alle menzogne dei grandi imparando a mentire, ferendoli con le parole, cercando altre strade, tentando di innamorarsi dell’unico che sembra più intelligente, più puro, più affascinante del proprio padre.

Mentre ci pare di star seduti, come Giovanna, sul sedile posteriore di una scalcagnata Cinquecento che sobbalza tra la polvere delle periferie e l’aria tersa di Posillipo, in una storia che sembra assolutamente privata, Ferrante riesce a raccontare non solo il presente ma anche l’infanzia della protagonista e la giovinezza dei suoi genitori, la fine degli anni Settanta, le illusioni, le pose, i miti di quegli anni con la stessa lucidità con cui, nell’Amica Geniale, ci aveva portato negli anni del boom e poi nei decenni successivi.

Vediamo la Storia recente come dallo specchietto retrovisore, e intanto, inevitabilmente, ci scopriamo a cercarla, come si insegue un fantasma, nelle movenze d’un personaggio, nei gusti d’un altro, nell’espressione dialettale, o coscienziosamente italiana, di un altro ancora. E finiamo col chiederci, ancora una volta: chi è Elena Ferrante? sapendo che non c’è risposta, se non nella risata adolescente, come d’una ninfa o d’un folletto, che sembra risuonare alla fine di questo strano e bugiardo romanzo.

 

CI SARA’ UN ALTRO GIORNO

copertina

 

            Vito ha speso la sua vita tranquillamente, avendo come riferimento il proprio io. Ad un certo punto della sua esistenza, però, il destino lo pone davanti alla sofferenza.  Egli, impreparato ad affrontare la sua nuova condizione, precipita nella disperazione. Ma un evento imprevisto, provocherà in lui una vera catarsi, che, dopo un lungo e faticoso travaglio interiore, gli farà vedere la sua vita sotto una luce affatto diversa. Finalmente troverà la pace che cercava, ma soprattutto la speranza che il suo lungo viaggio non sarà stato vano, perché la meta che l’attende non rappresenterà la fine, ma il principio.

Ultimo Banco di Giovanni Floris

È il primo banco e l’ultimo, è il banco di prova. È la scuola, che amiamo e vituperiamo a giorni alterni, sempre considerandola una sorta di mondo a parte, da celebrare in astratto o – troppo spesso – da riformare su basi ideologiche. Ma oggi sta succedendo qualcosa di più. La logica dell’emergenza e il «culto del fenomeno», che stanno affossando il nostro Paese, rischiano di portare allo sfascio anche l’unica istituzione in grado di risollevarlo, ed è tempo di correre ai ripari. Come? Innanzitutto rimettendo al centro gli insegnanti: il ruolo che rivestono, la professionalità che esprimono. Poi, responsabilizzando studenti e genitori. Solo così sarà possibile dare risposta al disagio che sentiamo crescere nell’universo dell’istruzione, e che rischia di tracimare dall’alveo degli ordinari disagi, producendo straordinarie tragedie. Le testimonianze di dirigenti determinati, docenti resistenti, studenti speranzosi e genitori agguerriti disegnano invece un percorso che può invertire la rotta, dalle aule scolasthe a quelle parlamentari, e ridare respiro alla politica. Nata da un anno di incontri in molte scuole d’Italia, questa inchiesta-racconto coniuga la vividezza della narrazione con una ricchezza di voci, storie, informazioni e ricordi. Giovanni Floris percorre – da giornalista, da genitore, da ex studente e da cittadino – il filo che lega crisi ed eccellenze dell’istruzione, fino ad affrontare il nodo della sfida più importante: ricostruire la scuola per ricostruire l’Italia.

 

Fedelta’

“Il malinteso”, così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie smagliante del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università con una sua studentessa, Sofia. “Ha avuto un malore, l’ho soccorsa”, racconta alla moglie. Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo vorrebbe per sé. Il suo primo romanzo è fermo da anni al primo capitolo, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel tradimento mai davvero consumato per Carlo si trasforma in un’ossessione, e per Margherita può diventare un alibi potente per le sue fantasie sul fisioterapista Andrea. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, la casa di corso Concordia, ridente di luce e veramente troppo cara, rappresenta una possibilità e una colpa che non finiranno di scontare. A tirarli fuori ci penserà l’amore con la sua incredibile forza quieta, e l’allegro ricucire di Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di saltare fuori dalle pagine dei libri. Lo sguardo di Marco Missiroli, che i lettori ben conoscono, si fa qui talmente intimo da diventare spietato.

La Dieta Fast

Finalmente una dieta che funziona e non ti fa sentire fame. Ho iniziato a fine gennaio e in due mesi ho perso ben sei kg. Ovviamente i primi kg sono i piu’ facili da smaltire.

Bisogna nei due giorni della settimana prescelti ( es lunedi’ e giovedi’, salvo impegni ) limitarsi a 600 calorie / giorno. In questo aiuta molto altro testo e cioe’:


Non ho ancora sperimentato, ma dobrebbe essere utilissimo, il digiuno di mantenimento cioe’ la riduzione della dieta ad un solo giorno.

Con il passare dl tempo. i semi digiuni diventano un fatto naturale ed il senso di privazione iniziale diminuira’. Come indicazione generale ci si aspetta una perdita di circa mezzo chilo per ogni giorno di digiuno.

Buona norma e’ mantenere un’ attivita’ fisica. Quasi sempre riesco a camminare dai 5 agli 8/10 km.

Tra i maggiori punti di forza di questa dieta c’e’ il fatto che i giorni di semidigiuno giovano alla salute: principalmente minore affaticamento del cuore e abbassamento di altri valori.. Inoltre nei giorni di alimentazione normale si mangia normalmente incluso anche una moderata quantita’ di alcool.

Insomma provare per credere.