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“La Natura e il suo valore” Vivaldi

Antonio Vivaldi Le quattro stagioni da Il cimento dell’armonia e dell’invenzione
Concerto n. 1 in mi maggiore op. 8 RV 269 “La primavera”
Concerto n. 2 in sol minore op. 8 RV 315 “L’estate”
Concerto n. 3 in fa maggiore op. 8 RV 293 “L’autunno”
Concerto n. 4 in fa minore op. 8 RV 297 “L’inverno”
Orchestra d’archi I Pomeriggi Musicali
Direttore e violino solista Stefano Montanari

L’intento è celebrare «La natura e il suo valore», come recita il titolo scelto , e non ci potrebbe essere modo migliore di ripartire delle gioiose note della Primavera. Sono visibilmente emozionati i musici, quasi come fossero ad una sorta di secondo debutto. È emozionato anche Stefano Montanari che li dirige con il suo violino e che con il suo abbigliamento da metallaro ricorda quasi un Rob Halford, proprio come Nigel Kennedy – un altro grande anticonformista interprete di Vivaldi: sarà un caso? – ricorda un Johnny Rotten.

Non si può negare, la comprensibile emozione fa apparire un po’ di ruggine: perché ricominciare a suonare dopo tre mesi di forzato silenzio non è facile neanche per dei musicisti rodatissimi, neppure se il repertorio è arcinoto. Il tutto è più della somma delle sue parti, e di tempo per le prove d’ensemble non ce ne deve essere stato molto. Insomma, affiora qua e là qualche imprecisione, qualche intonazione un po’ calante, qualche piccola sbavatura che tuttavia non riesce a scalfire di una virgola il momento magico che tutti i presenti – musicisti, addetti ai lavori, pubblico – stanno aspettando, il momento del ritorno alla musica dal vivo.

Sicché la voglia di suonare predomina, e la catarsi si realizza comunque: Montanari nei momenti di grazia sa emettere dei trilli che sembrano proprio quegli uccellini che Vivaldi aveva inserito in partitura, un gran gusto per gli abbellimenti e un’incessante ricerca dell’effetto migliore ricorrendo a tempi rubati o colori particolari sperimentando con le dinamiche oppure suonando col legno.

Non difetta né di estro né di originalità il violinista e direttore d’orchestra, cosa che magari può scontentare i più filologi e i conservatori della tradizione. Tutti gli altri possono chiudere un occhio (anzi un orecchio) e godere dell’energia che l’ensemble riesce a infondere in queste Stagioni vivaldiane.

Perché forse in questo momento la musica suonata passa non tanto in secondo piano (giammai!), ma un passettino a lato, magari sì: ripartenza è la parola importante, e la musica affluirà spontaneamente. Conta ricominciare. In sala il pubblico decimato, o quasi (un seggiolino occupato ogni due liberi, una fila sì e una no).

Buona la prima (venti volte che contano)

IL libro si legge d’un fiato. La scrittice e’ attualmente responsabile della Comunicazione presso la Bocconi.

Attraverso le prime volte significative, la Fabienne ripercorre I suoi 40 anni, ambientandoli a Milano.

Nel leggere le prime esperienze il lettore comincia a ripercorrere quando da lui vissuto e riaffiorano ricordi oramai archiviati nella propria memoria remota.

La protagonista Maia e’ laureata in lettere  ed e’ ammirevole lo stile narrativo. Italiano forbito e molto spesso vocaboli ed espressioni che richiedono una ricerca supplettiva, cliccando sulla voce e vedendo apparire il significato su dizionario o Wikipedia.

Faccio qualche esempio: appiovrare, borborigmo, eufonica, ucronia ecc.

Inoltre sci sono anche delle espressioni che fanno davvero scompisciare dalle risate: “ Uno con la faccia arcigna e un perenne palo nel culo” e “ Sguardo spermatico”.

Molto interessante: “Il primo esame all’universita’”. Spesso non si da’ grande importanza a questo primo esame, privilegiando nella prima sessione  materie piu’ complesse e se il voto non e’ alto , finira’ per condizionare tutti gli esami a venire.

Attendo con curiosita’ la prossima fatica letterraria di questa eccellente scrittrice.

Il Muro di Berlino

https://sites.google.com/cdnis.edu.hk/leeromanopypx/home

Desidero postare questa tesina di mio nipote dodicenne Lee, non solo perche’ ritengo sia una ottima ricerca, ma anche per la metodologia usata.

Appaiono infatti video, testimonianze con traduzione in contemporanea ed anche una descrizione metodologica che l’interessato, che vive a Hong Kong, ha utilizzato.

Buona Pasqua

Carissimi,

invio i piu’cari auguri a Voi Utenti che siete diventati ben 13193 ad oggi.

E’ una Pasqua strana, ma con gran pazienza e rigore ne verremo fuori.

Faccio mia questa espressione giapponese: NAKURUNAISA che credo sia una delle piu’ belle parole del mondo. Significa ” con il tempo si sistema tutto “. Un abbraccio a tutti.

Piero

Il Silenzio Grande

Teatro Carcano Milano

di Maurizio de Giovanni

Uno spettacolo di Alessandro Gassmann

Con Massimiliano Gallo
Con Stefania Rocca
Monica Nappo
Paola Senatore
Jacopo Sorbini

Scrittore napoletano di fama internazionale, Maurizio de Giovanni, autore di numerosi libri di successo, dalla serie de Il Commissario Ricciardi fino a I bastardi di Pizzofalcone, è per la prima volta autore di un’inedita commedia in due atti.

“L’incontro con Maurizio de Giovanni è stato nella mia carriera recente portatore di novità importanti e di progetti che mi hanno appassionato. In Qualcuno volò sul nido del cuculo il suo adattamento mi ha permesso di portare quella storia che trasuda umanità nell’Italia del 1982, conferendole un’immediatezza ed una riconoscibilità ancora più efficaci per il nostro pubblico, regalando allo spettacolo un successo straordinario.

Ho poi approfondito la mia conoscenza dell’umanità raccontata da de Giovanni interpretando l’ispettore Lojacono nella fortunatissima serie televisiva, giunta alla seconda stagione, de I bastardi di Pizzofalcone.

Quando in una pausa pranzo con Maurizio parlammo de Il silenzio grande, vidi l’idea nascere lì in pochi minuti. Ebbi subito la sensazione che, nelle sue mani, un tema importante come quello dei rapporti familiari, del tempo che passa, del luogo dove le nostre vite scorrono e mutano negli anni, ovvero la casa, avrebbe avuto un’evoluzione emozionante e sorprendente.

Immagino uno spettacolo dove le verità che i protagonisti si dicono, a volte si urlano o si sussurrano, possano fare riconoscere dove, come sempre accade anche nei momenti più drammatici, possano esplodere risate, divertimento, insomma la vita.

Questa è una delle funzioni che può avere il teatro: raccontarci come siamo, potremmo essere o anche quello che saremmo potuti essere. Al suo interno questa storia racchiude anche grandissime sorprese, misteri che solo un grande scrittore di gialli come Maurizio de Giovanni avrebbe saputo maneggiare con questa abilità e che la rendono davvero un piccolo classico contemporaneo.

Per rendere al meglio, il teatro necessita di attori che aderiscano in modo moderno ai personaggi e penso che Massimiliano Gallo, con il quale ho condiviso set e avventure cinematografiche, sia oggi uno degli attori italiani più efficaci e completi. E’ stata per me una grande gioia dirigerlo in un personaggio per lui ideale.”

Alessandro Gassmann

IN MARE APERTO

STAGIONE 2019-20

 

Una buona pizza

La location e’ molto bella e si nota la cura con cui sono apparecchiati i tavoli.
Buono il calzone e lo accompagnamo con una bitrra alla spina. gradevole il dessert: “Nuvola natalizia” ovvero una pannacotta con bucce d’arancia, finemente tagliate.
Infine un digestivo alle amarene. Buon rapporto qualita’ prezzo. Servizio attento e cortese.